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Nei secoli passati, Castell'Umberto, oltre alla prerogativa di centro di
notevole interesse religioso, di cui godeva per la ricchezza delle sue chiese,
ebbe anche il privilegio di essere annoverato come importante centro di cultura.
Ciò fu dovuto, soprattutto all'intensa e feconda attività d'insegnamento, che
svolgevano i Frati nei Conventi.
I conventi, oltre che sedi di assistenza, di conforto e di
sollievo per i poveri, furono anche, nei tempi in cui scarseggiano le scuole,
fucine di istruzione e di formazione sociale, morale e spirituale, per i
giovani.
Particolare importanza ebbe, in Castell'Umberto, il
Convento dei Minori Conventuali , dove si trovava una ricca biblioteca, e dove
venivano impartite gratuitamente, ai giovani, lezioni di grammatica, di
filosofia e di canto.
Uomini illustri.
- Castell'Umberto ha dato i natali a Paolo Criminella, ottimo
giureconsulto, tenne con onore le carica di giudice della gran corte
criminale di Palermo. Fondò ivi il reclusorio di S. Francesco di Sales ove
dovevano essere ammesse franche le donzelle di sua famiglia e dei castanesi.
- Prestileo Sebastiano. ottimo dottore in medicina; nei paesi vicini
veniva chiamato il novello Esculapio.
- Di Vincenzo Giovambattista e il fratello Antonino. ambi
arcipreti. Il primo prelato in Roma, donde ritornato portò la statua di San
Giovanni Battista - il secondo dottore in teologia.
- Salpietro Luigi. Espertissimo dottore, discendente non digenere di
illustri avi, amanti delle scienze ed adorni di preclare virtù. Veniva
ciamato in molti paesi e le sue opere chirurgiche destavano ammirazione e
sorpresa.
- Lionetto Domenico. Cantò in ottave il Diluvio di Tortorici.
- Lipari Nicolò. Celebre professore di belle lettere. Lasciò opere
di cui alcune videro la luce. In Palermo esistono suoi buoni versi.
- Vassallo Domenico. Arciprete, dottore in teologia; fu aggregato ai
dottorati dell'Università di Catania per privilegio concessogli da
Ferdinando IV. Coltivò le lingue dotte e varie scienze. Caro al governo ed
alle dignità ecclesiali, si ebbe varie attribuzioni vescovili. era abbate
ed esaminatore sinodale. morì da Santo nel 1835. Lasciò inediti alcuni
cenni storici della patria.
- Vanadia Ferdinando. Valente medico.
- Di Vincenzo Michele. Laureatosi avvocato giovanissimo; ma per la
sua posizione finanziaria non ebbe bisogno di esercitare l'avvocatura.
Valente in legge veniva consultato da molti forestieri e dava gratis il suo
scrupoloso consiglio. Fu ottimo padre di famiglia ed esemplare sindaco del
Comune, da quale non accettò mai competenze e rimborsi si spese di viaggi.
Morì di età immatura nel 1871, compianto da tutto il popolo.
- Scurria prof. Rosario. Diplomato in belle lettere e filosofia,
licenziato in dritto. Ebbe amor patrio, e s'interessò molto per la
costruzione del novello abitato. Lasciò composizioni poetiche in italiano,
latino e in dialetto siciliano. I versi sono di buona vena poetica, ma
inferiori ai dialettali, nei quali molto si distinse. Pregevoli sono anche
quelli latini. Nacque in Catania 1815 e morì in Castell'Umberto, dove visse
lungamente il 18 maggio 1882.
[ tratto Dizionario illustrato dei Comuni Siciliani]
- Castell'Umberto ha dato i natali al Grand'ufficiale Vincenzo Franchina,
medico e podestà del luogo.
Il dott. Franchina donò tutto se stesso in favore dei suoi concittadini
e di quanti si rivolgevano a lui per aiuto. Egli si spogliò della sua
magnifica villa personale e volle che sorgesse un Asilo, che affidato alle
cure delle Suore Figlie della Croce, ospita giornalmente un buon numero di
bambini.
Castell'Umberto annovera pure, tra i suoi figli, il Sac. Varrica,
autore di una canzone popolare, dal titolo "La Castaniota", di cui ne
riportiamo i versi:
"Visti passari 'na castaniota
Ntesta purtava n'Aquila di sita
Lu caminari so la Malvagnota
N'avi dudici anni e si marita,
A lu cantari so lassa la nota,
Si tira l'omu cu la calamita
Si la sentu cantari n'atra vota
Idda perdi l'onuri, io la vita"
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