SAN VINCENZO FERRERI

Il Santo Patrono di Castell’Umberto è San Vincenzo Ferreri, sacerdote domenicano nato a Valencia in Spagna il 23 Gennaio del 1350 e morto a Vannes nel nord della Francia il 5 Aprile 1417.

La devozione a questo Santo venne diffusa nell’antica Castania, oggi Castell’Umberto, da un domenicano, il beato Giovanni da Pistoia intorno alla metà del 1400, il quale donò delle reliquie e si prodigò per la costruzione di un convento e di una chiesa diretta per il sacro culto dai padri domenicani fino al 1800.

I castanesi non ricordano la vita di San Vincenzo prima della morte, ma conoscono fin troppo bene la vicinanza che questo Santo ha sempre dimostrato per il suo popolo attraverso la sua paterna assistenza nei pericoli e nelle necessità. Alcuni dei suoi prodigi vengono ancora oggi ricordati attraverso delle celebrazioni religiose;

Il 5 Marzo viene celebrata nella Chiesa madre una santa Messa di ringraziamento per lo scampato terremoto del 1823; Il 28 Dicembre, viene portato in processione la statua del Santo intorno alla piazza del paese per ringraziare San Vincenzo per aver protetto la sua Castell’Umberto dal terremoto di Messina del 1908.

Castell’Umberto celebra il suo Santo due volte l’hanno con grande concorso dei fedeli devoti, il 4 e 5 aprile (festa liturgica) e il 26-27 e 28 Agosto.

La festa principale, quella estiva,  ha inizio il 26 Agosto giorno in cui San Vincenzo risuscitò il figlio della duchessa Natoli di Mirto.

La festa per volere dei castanesi fu prolungata il 27 e 28 agosto, che secondo le costumanze agricole del paese, avrebbe voluto significare il ringraziamento per l’annata agraria e quindi un meritato riposo per la fatica dell’intero anno di lavoro.

I castanesi si preparano ai festeggiamenti estivi del loro santo protettore già un mese prima, il 26 Luglio, giorno in cui ha inizio il mese di san Vincenzo.

Il 26 luglio e per tutto il mese infatti tutte le campane del paese suonano a festa nelle ore principali della giornata e cioè la mattina a mezzogiorno e alla sera, i fedeli vengono ancora richiamati in questo giorno con lo sparo dei martoretti nel vespro e il giro per le vie del paese della banda musicale.

In Chiesa invece l’altare del santo viene addobbato solennemente e prima della messa vespertina le donne cantano la coroncina in onore del patrono.

Il 22 Agosto San Vincenzo viene solennemente collocato sulla vara, i fedeli che non possono essere presenti a questo commovente momento vengono avvertiti con il suono delle campane a festa così anche dalle proprie case ognuno può seguire spiritualmente la collocazione dell’immagine sulla vara.

La mattina del 26 agosto, il suono solenne delle campane, lo sparo dei martoretti e la celebrazione mattutina della messa raggiunta dai devoti delle contrade vicine che si recano scalzi in Chiesa, danno inizio ai solenni festeggiamenti.

La giornata continua con le celebrazioni religiose in Chiesa e il suono per le vie del paese e nella piazza della banda musicale. Il 27 invece dopo la messa vespertina a luogo la tradizionale processione della “radicula” cioè della reliquia di San Vincenzo per le vie del paese. La reliquia viene posta su una vara dentro una cassa di vetro e nell’estremità della vara viene collocata una statua piccola e antichissima di san Vincenzo. La vara della reliquia durante il percosso processionale viene portata dagli uomini ma anche da alcune donne e per un brevissimo tratto dai bambini del paese che fanno a gara per portare ” a radicula di san Vicenzu” la reliquia di San Vincenzo.

Il 28 agosto è il giorno tanto atteso dai Castanesi si può dire che è il giorno in cui Castell’Umberto si ferma per rendere il devoto omaggio al santo Patrono. Vengono celebrate tre messe durante il giorno, la principale alle 11 comunemente chiamata la messa cantata dove il predicatore tiene il panegirico sul santo. Alle 14.30 il comitato della festa sposta la vara davanti al portone della Chiesa per rivestire l’immagine del santo dell’oro e delle campanelle che vengono portate dai devoti per poi essere messe sulla vara. Finalmente dopo la messa delle 16, i portatori si posizionano tutti sotto le aste della pesante vara e dopo aver intonato unanimi il solenne grido ” E gridamu tutti cu na sula vuci Viva San Vicenzu” escono tra la folla il glorioso patrono San Vincenzo. Il momento dell’uscita della vara e assai delicato e commovente, i portatori accorrono tutti alle aste della vara per facilitare l’uscita del santo dal portone della Chiesa e anche per scendere dalla scalinata della Chiesa. Subito l’uscita il santo viene posato su dei cavalletti, dove a luogo il lungo sparo dei martoretti e poi la banda musicale intona l’inno accompagnato dal canto dei fedeli. Bambini, giovani, uomini, donne e anziani partecipano con devozioni a questo solenne momento, gli occhi di tutti sono rivolti verso la vara del santo, molti portando il peso della fatica, della stanchezza e della sofferenza piangono chiedendo a San Vincenzo le sospirate grazie.

Per Castell’Umberto questo è il momento più significativo e suggestivo, dove San Vincenzo attraverso l’immagine esce tra la sua gente per testimoniare ancora una volta il suo amore per Cristo e per la Chiesa, benedicendo anche il suo paese e i suoi devoti. La processione tocca tutti i punti del paese, in tanti aspettano davanti la porta di casa il santo, per pregarlo e donare la propria offerta in denaro. I portatori ognuno con un proprio compagno si alternano per portare la vara, significativo il grido che viene fatto da tutti ” E gridamu tutti cu na sula vuci Viva San Vicenzu” e anche del grido ” fermi e cambio” per avvisare i portatoti di cambiare posto sotto le aste.

La processione quasi al termine raggiunge il ” Serro” in periferia del paese, li viene fatta una sosta. Qui la processione si ferma perché in questo punto San Vincenzo guarda il vecchio borgo, luogo dove in cui è nata la devozione. Al ritorno la vara si ferma davanti la porta del cimitero per un breve momento di preghiera. Alla sera la vara raggiunge la piazza gremita di fedeli che accorrono da tutte le parti, nuovamente la vara viene posata su dei cavalletti per ricevere a conclusione la solenne benedizione. Al termine della venerazione in piazza della statua la vara fa rientro in Chiesa. Il 29 mattina alle 9 viene celebrata una messa di ringraziamento e subito dopo l’immagine del santo viene posta sul suo altare e li rimane per la venerazione dei fedeli che da San Vincenzo accorrono per chiedere aiuto e protezione.